Teresa Spinelli: sposa, madre, educatrice e fondatrice

Quadro di Janos Hajnal
Sr. M. Teresa Spinelli vista dal pittore J. Hajnal: la Serva di Dio tiene tra le mani il crocifisso e la Madonna di Guadalupe, di cui diffuse la devozione a Frosinone. Attorno a lei i bambini, principali destinatari del suo apostolato.

Teresa Spinelli, sposa ricca di pazienza

 

 

Quando nacque a Roma, nel lontano 1789, Teresa Spinelli trovò ad accoglierla l’amore di una famiglia composta dai genitori, Michelangelo e Anna Caterina, e dai fratelli Pietro, Regina e Vincenzo. Teresa visse la sua prima infanzia in modo spensierato, circondata dall’affetto dei suoi cari. Ad un certo punto la famiglia Spinelli dovette affrontare seri problemi per le difficoltà economiche seguito al fallimento della bottega del padre, che era conciatore di pelli. Anche in quell’occasione però la famiglia affrontò unita il problema e Teresa, bambina di 11 anni, vide i fratelli e la madre sostenere compatti papà Michelangelo contribuendo con il loro lavoro all’estinzione del debito.

L’esperienza familiare di Teresa era stata quindi nel complesso positiva: amore coniugale, affetto fraterno, solidarietà nella buona e nella cattiva sorte, questi i valori che ella aveva assimilato nella sua famiglia d’origine.

Quando a sedici anni i genitori la diedero in sposa a Luigi, Teresa era certa di poter vivere nella nuova famiglia quei valori che avevano accompagnato la sua vita fino a quel momento. Luigi era invece un uomo taciturno e brusco, che arrivò ben presto alla violenza. Non era aperto al dialogo, la sua parola era legge. Quale differenza con la sua famiglia! Non che in casa sua fossero mancate le divergenze d’opinione tra i genitori ma la violenza, quella non si era mai vista. I suoi genitori avevano una profonda religiosità mentre il marito era un senza - Dio, un bestemmiatore inficiato d’idee rivoluzionarie, spesso anche ubriaco.

Eppure Teresa confidava fiduciosa nella possibilità che cambiasse, aiutato anche dall’amore e dalla pazienza di lei. Era suo marito e questo le era sufficiente per amarlo.

Un giorno però accadde un imprevisto: i vicini di casa, udendo le alte grida di Luigi, che colmo di vino e d’ira percuoteva la moglie, avvisarono la madre di Teresa. Quest’ultima, già stizzita per il fatto che il genero le impedisse, ormai da tempo, di vedere sua figlia, non poteva tollerare che ora ella rischiasse addirittura la vita e quindi andò prontamente a denunciarlo all’autorità competente. Fu aperta un’inchiesta e i coniugi furono temporaneamente divisi e interrogati. Alla fine del processo fu ordinato a Teresa di tornare nella casa paterna. Ella oppose i suoi doveri di sposa e la maternità cui andava incontro ma nulla poté dissuadere il vicegerente dalla sua decisione. Nel volgere di breve tempo Luigi sparì dalla circolazione, senza neppure adempiere la legge che lo obbligava alla restituzione della dote.

 

 

Teresa Spinelli, mamma coraggio

 

Teresa Spinelli aveva compiuto da pochi giorni i 17 anni quando divenne mamma di una bellissima bambina, Maria Domenica. La piccola fu subito anche la gioia dei nonni ma questa gioia era turbata dalla preoccupazione di come sostenere le enormi spese per il mantenimento della famiglia, ora accresciuta da un nuovo membro, date le precarie condizioni economiche. Per questo Teresa accettò la proposta di divenire la balia della piccola Teresa Stampa, figlia dei conti Pietro e Carolina, nata un mese dopo la sua Maria Domenica. Non parve vero a Teresa che le si offrisse l’occasione di aiutare gli anziani genitori e nello stesso tempo poter accudire anche alla propria bambina. Per un anno questo fu il suo lavoro, che adempì con un tale amore da lasciare un buon ricordo di sé presso quella nobile famiglia.

Terminato questo suo ufficio cominciò ben presto a manifestare i sintomi di una malattia che la debilitò gravemente. Il medico ordinava un cambiamento d’aria per poter recuperare le forze e la salute ma la situazione economica le rendeva impossibile attuare questa prescrizione. Finché un giorno si ripresentarono i conti Stampa chiedendole di tornare al loro servizio, questa volta come istitutrice di quella stessa bambina che aveva svezzato un paio di anni prima. Teresa Spinelli era molto combattuta tra il pensiero di dover lasciare la figlia con i genitori e la necessità di lavorare per mantenere i suoi cari. Cedendo infine alle insistenti pressioni degli Stampa, partì con loro alla volta di Ferentino (FR), e qui rimase durante gli anni della dominazione napoleonica.

Il pensiero era sempre proteso alla figlia, per lei lavorava, per garantirle un futuro. Avrebbe preferito essere a Roma, con Maria Domenica, avrebbe voluto crescerla lei piuttosto che lasciarla nelle mani di nonni troppo accondiscendenti. Poi pensava al lavoro sicuro, al mantenimento della famiglia che gravava tutto sulle sue spalle e metteva da parte i suoi desideri, pur legittimi, per affrontare i suoi doveri di figlia e di madre.

Quando tornò a Roma, all’inizio del 1816, Maria Domenica aveva da poco compiuto i 9 anni. Era una bambina sveglia e vivace, forse anche troppo per la sua età. Pochi mesi dopo il ritorno di Teresa fu Anna Caterina ad ammalarsi: una paralisi totale che la consumava con lentezza infinita. Maria Teresa si dimostrava figlia premurosa e amorevole ma la situazione della mamma le impediva di trovarsi un lavoro sufficiente a mantenere la famiglia. La sua preoccupazione principale era però la figlia che per mancanza di mezzi era destinata a non poter studiare e conseguire quell’istruzione ed educazione che la sua intelligenza le consentiva. Ormai aveva raggiunto i dodici anni, il limite massimo per poter accedere ad uno degli educandati tenuti da monache presenti nella città. Le monache agostiniane di S. Caterina dei Funari svolgevano la loro attività educativa in particolare in favore delle figlie di donne vedove o abbandonate dai mariti, mantenendo gratuitamente le fanciulle più bisognose. Ad esse si rivolse Teresa Spinelli, facendo ancora una volta violenza al suo desiderio di tenerla con sé per garantirle la necessaria istruzione. Per lei non valse mai il proverbio "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”. Anche mentre si trovava già a Frosinone, Teresa non perse mai di vista sua figlia, sia mentre era ancora educanda in S. Caterina dei Funari, sia quando decise di monacarsi come benedettina a Veroli (FR). Quando la figlia le esternò questo desiderio, ella la tenne con sé per sei mesi, per verificarne la vocazione. Allorché infine Maria Domenica perse l’equilibrio mentale in seguito ad un forte esaurimento, la madre l’accolse nel suo convento e l’assistette per otto anni, fino a quando le spirò tra le braccia.

 

 

 

Teresa Spinelli educatrice

 

L’esperienza vissuta da Teresa come istitutrice presso la famiglia Stampa ha costituito il suo “tirocinio” in preparazione alla sua futura missione di educatrice e insegnante. Alla grande necessità della società del suo tempo, Teresa Spinelli seppe rispondere con amore e competenza. Il 1° novembre 1820, raccolta in preghiera, si sentì chiamata ad adoperarsi in favore del prossimo, così come avevano fatto gli apostoli, portando il messaggio evangelico. Subito iniziò ad educare ed istruire alcune ragazze per poter garantire loro i mezzi per lavorare onestamente.

La sua sete di apostolato cresceva di giorno in giorno, fino ad esplodere nella chiamata interiore a recarsi a Frosinone. Nonostante le difficoltà che si interponevano alla realizzazione della sua vocazione, Teresa raggiunse il capoluogo della Ciociaria nel luglio 1821. Qui, dietro l’invito del Comune, aprì la prima scuola pubblica femminile, scuola che di giorno in giorno cresceva a vista d’occhio, richiedendo il continuo ampliamento dei locali.

La scuola di Teresa non era solo luogo di apprendimento del catechismo e di alcuni lavori domestici, così come richiedevano i programmi scolastici del tempo. Era occasione per una formazione globale della persona, dal punto di vista culturale e interiore. I suoi programmi scolastici all’avanguardia furono adottati anche in altre scuole femminili dei paesi limitrofi. Alla scuola si affiancava poi l’educandato che garantiva alle fanciulle che dimoravano nella scuola una formazione ancora più completa.

Per Teresa Spinelli l’istruzione e l’educazione erano alti compiti che richiedevano una solida preparazione umana e professionale. Ella prescriveva alle maestre:

“Esse saranno fedeli nel custodire le anime di tante giovani che nostro Signore ha riscattato con il suo sangue, e che dà loro in consegna come un tesoro prezioso, e per educarle, e per istruirle”.

“Esse cerchino d’essere non solamente maestre alle loro scolare per istruirle, ma anche loro vere madri nel Signore, amandole con tenerezza ed educandole con dolcezza nella virtù”.

 

 

Teresa Spinelli fondatrice

 

All’apostolato dell’educazione della gioventù si aggiunse ben presto la vocazione alla vita religiosa e alla fondazione di un nuovo Istituto. Teresa Spinelli, rispondendo alla chiamata divina, fondò il 23 settembre 1827 le Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria. Nel titolo assunto dalla Congregazione è significato tutto il suo programma di vita: da una parte la spiritualità agostiniana che si basa sulla centralità della comunione fraterna, dall’altra il carisma specifico del servizio concretizzato nell’attenzione ai piccoli.

La consacrazione religiosa di Teresa Spinelli non ha cancellato le precedenti vocazioni che ella aveva ricevuto ma le ha trasfigurate. Ella è divenuta così pienamente sposa, madre ed educatrice perché ha allargato i confini del suo cuore fino ad abbracciare, in Cristo, tutti gli uomini della terra. Sr. Maria Teresa Spinelli ha vissuto la sua vocazione come dono totale di sé a Cristo senza perdere di vista l’amore al prossimo. La sua vita è un cammino fatto con i piedi ben piantati sulla terra ma il cuore già proteso verso il cielo. Ella non ha voluto vivere da sola il grande dono che Dio le aveva fatto ma lo ha condiviso con le sue figlie spirituali che da quel lontano 1827 hanno mantenuto vivo nella Chiesa il germoglio nato dal seme che Teresa aveva piantato. Ed oggi questa pianta ha esteso i suoi rami in tutto il mondo, perché ovunque c’è un “piccolo” c’è Cristo da servire e amare. Le Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria con la loro opera vogliono trasmettere al mondo il messaggio di Teresa: “Vi lascio per mio testamento la carità”.