Articoli sul convegno dell'11 marzo 2017

Osservatore Romano 11 marzo 2017

Ciociaria Oggi del 9 marzo 2017


PROGRAMMA

mattina

  •          ore 9.00: Benvenuto della Prof.ssa Sr. Agnese Chiofi, Preside dell’I.C. “Teresa Spinelli” – Saluto della Madre Provinciale Sr. Agata Mazzaglia.
  •          ore 9.30: Dott.ssa Sr. Marta Gadaleta Introduzione a Maria Teresa Spinelli e alla situazione scolastica del suo tempo.
  •          ore 10.00: Prof.ssa Lucetta Scaraffia Maria Teresa Spinelli pioniera dell’is- truzione femminile, una missione condivisa.
  •          ore 10.45: Pausa – caffè
  •          ore 11.15: P. Gabriele Ferlisi OAD     Le linee della spiritualità e della antropologia agostiniana presenti nella pedagogia dell’amore di M. Teresa Spinelli. 
  •  ore 12.30 Buffet per pranzo – intervallo  

 

pomeriggio

·         ore 14.00: Il valore della testimonianza moderatrice: Prof. Laura Patrioli

  •          ore 14.45: Chiamate da Pio IX: clip storica per i 140 anni della Scuola Teresa Spinelli a Trastevere.
  •          ore 15.00: Dott.ssa Sr. Marta Gadaleta, Strumenti didattici innovativi nella prima scuola femminile di Frosinone.
  •          ore 15.30: Dibattito conclusivo e condivisione
  •          ore 16.00: Conclusione e saluti

 La partecipazione al convegno è gratuita.

 

La pausa-caffè e il buffet sono gentilmente offerti dalle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria.

Moderatrice: Prof. Laura Patrioli, Preside Scuola statale

 

Interventi di:

 

  •   Maria Sole Aurigemma
  •  Prof. Lorella Congiunti Papa, Vicerettore Pontificia Università Urbaniana – Roma
  •  Prof.ssa Sr. Agnese Chiofi, Preside I. C. “Teresa Spinelli” – Roma
  •  Prof. Luciana De Micheli Mazza
  •  P. Gabriele Ferlisi OAD, Superiore Generale Ordine degli Agostiniani Scalzi
  •  Dott.ssa Sr. Marta Gadaleta, Collaboratrice del Relatore per la Causa di Beatificazione di Maria Teresa Spinelli
  •   Col. Francesco Laurenzi, meteorologo
  •   Sr. Agata Mazzaglia, Superiora Provinciale Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria
  •  Dott.ssa Donatella Proietti
  •   Dott.ssa Valentina Santoro
  •   Dott.ssa Lavinia Savino
  •   Prof.ssa Lucetta Scaraffia, giornalista e professore associato di Storia contemporanea Università La Sapienza – Roma
  •   Paolo Sommaruga, giornalista RAI

Frosinone in festa per la Venerabile Sr. Maria Teresa Spinelli

Decreto sull'eroicità delle virtù di Sr. M. Teresa Spinelli

CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

 

FROSINONE

Causa di Beatificazione e Canonizzazione

della Serva di Dio MARIA TERESA SPINELLI

Fondatrice delle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria

 (1789 – 1850)

Sulle virtù

 

"Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava" (Ebr. 11,8). Questa affermazione della Lettera agli Ebrei bene interpreta la vicenda umana e spirituale della Serva di Dio Maria Teresa Spinelli: ella confidando nella divina Provvidenza in ogni situazione, accolse con fede la chiamata del Signore e vi corrispose con generosa dedizione.

La Serva di Dio nacque a Roma il 1° ottobre 1789, da Michelangelo e Caterina Moretti. Ultima di nove figli, cinque dei quali erano già morti in tenera età. Il padre era conciatore di pelli. La famiglia viveva una certa agiatezza, che consentì a Maria Teresa di studiare presso le Maestre Pie Venerini e frequentare poi una scuola di ricamo in oro. Amava leggere soprattutto brani della Storia Sacra, rivelando una spiccata sensibilità e inclinazione per le cose di Dio.

Ma nel 1805, a causa di un rovescio finanziario della famiglia, Maria Teresa, appena sedicenne, fu data in sposa a Luigi Ravieli, impiegato come sensale. Il marito si rivelò purtroppo di indole violenta e di idee rivoluzionarie. La Serva di Dio, vittima delle continue ire del marito, offriva i patimenti subìti e le umiliazioni per la conversione del suo sposo. Dopo soli tre mesi di matrimonio, però, la madre Caterina, venuta a conoscenza dai vicini di casa dei maltrattamenti che la figlia subiva in silenzio, si rivolse all’autorità ecclesiastica. Il Vicariato di Roma intervenne, aprì un’inchiesta e decise per la separazione dei coniugi.

Maria Teresa tornò alla casa paterna, dove il 4 ottobre 1806 diede alla luce la figlia M. Domenica. Le precarie condizioni finanziarie degli anziani genitori e le spese per il mantenimento della figlia, la costrinsero a cercare lavoro come balia presso la facoltosa famiglia Stampa che possedeva beni terrieri sia a Roma sia a Ferentino (FR). Dopo un periodo di incertezza, Maria Teresa seguì gli Stampa fino a Ferentino, dove la nobile famiglia, fedele al Papa, si era ritirata in volontario esilio durante l’occupazione napoleonica.

L’attività caritativa della Serva di Dio nei confronti dei poveri di Ferentino, come anche di Roma, dava frutti prodigiosi, come quando ottenne il recupero della vista e della fede in un uomo divenuto cieco o come quando distribuì per molto tempo il vino ai poveri e la botte non si svuotò.

Rientrata a Roma all’inizio del 1816, si dedicò alla cura della figlia e degli anziani genitori. La madre morì nel 1820. Quello fu un anno di grandi sofferenze, ma anche il tempo in cui il Signore concesse a Teresa il dono straordinario della chiamata all’apostolato. Il 1° novembre 1820, mentre era assorta in preghiera nella chiesa di S. Maria in Monticelli, intuì che gli apostoli si erano donati totalmente all’evangelizzazione e al bene del prossimo. Subito iniziò a raccogliere nei locali della sua parrocchia ragazze analfabete e prive di una solida educazione e le istruì culturalmente e spiritualmente. Sentiva, però, nel profondo che il Signore la chiamava ad ampliare il suo apostolato. Le sarebbe piaciuto tornare a Ferentino ma ciò che più le stava a cuore era compiere la volontà di Dio. Alcuni mesi più tardi, mentre pregava il Signore perché la illuminasse, udì chiara dentro di sé una voce che le diceva: «Non a Ferentino ma a Frosinone ti voglio». Proprio quel giorno un consigliere camerale di Frosinone si era recato presso i Padri Dottrinari di S. Maria in Monticelli per chiedere aiuto allo scopo di trovare una maestra per aprire la prima scuola comunale femminile nella città ciociara. Maria Teresa, vedendo in questo episodio una chiara manifestazione della volontà di Dio, partì quindi per Frosinone e qui, in un appartamento messo a disposizione dal Comune, nell’ottobre del 1821, la Serva di Dio e le sue prime collaboratrici, aprirono la scuola pubblica femminile.

Poiché il numero delle alunne era in continua crescita, il Comune, riconoscendo la sua proficua opera educativa, cedette alla Serva di Dio l’ex-convento degli Agostiniani che, requisito in epoca napoleonica, versava in pessime condizioni. È qui che Maria Teresa diede l’avvio a diverse forme di apostolato educativo: la scuola, l’educandato, il catechismo per fanciulli e adulti, i corsi di esercizi spirituali; ed è sempre qui che il 23 settembre 1827, insieme a sette compagne, ricevette dalle mani del vescovo l’abito religioso dando così vita alle Serve di Gesù e Maria che, dopo l’aggregazione all’Ordine Agostiniano nel 1831, presero il nome di Agostiniane Serve di Gesù e Maria.

Maria Teresa metteva la volontà di Dio al centro delle sue scelte di vita. Una delle sue giaculatorie più ricorrenti era: «Volontà del mio Dio quanto sei bella!». Attraverso le numerose lettere da lei indirizzate al direttore spirituale, e a noi pervenute, possiamo vedere come la sua interiorità si nutrisse di un’intensa preghiera, che la conduceva spesso a vivere esperienze di unione della sua anima con Dio. Si sentiva interiormente chiamata a partecipare alla Passione di Cristo, per la redenzione dei peccatori. Giunse ad emettere, nel 1835, il voto di vittima, dopo aver emesso già nel 1822 quello del più perfetto e di abbandono in Dio. L’esercizio di molteplici penitenze corporali fu per lei un mezzo di piena unione con le sofferenze di Cristo a favore dell’umanità. La Serva di Dio nutriva anche una speciale devozione a Maria SS.ma e promosse a Frosinone la festa della Madonna di Guadalupe e le devozioni agostiniane alla Madonna della Consolazione o della Cintura e al santo taumaturgo Nicola da Tolentino. Non le mancarono tribolazioni e sofferenze, non ultima quella della figlia che, malata di mente, finì i suoi giorni nel convento della madre. Ma in ogni circostanza Maria Teresa superò la tentazione dello scoraggiamento, rinnovando la sua fiducia nel Signore, affidandosi nella speranza alla sua divina volontà e intensificando la carità verso tutti.

Dopo una vita dedicata alla gioventù e spesa per far crescere il regno di Dio anche a costo di sacrifici e sofferenze, Maria Teresa terminò il suo cammino terreno il 22 gennaio 1850, dopo aver consegnato alle figlie spirituali il suo testamento: «Vi lascio per mio testamento la carità. Questa casa è andata avanti con la carità, cessando questa, cesserà la casa».

In virtù della fama di santità, dal 17 settembre 1982 al 27 febbraio 1997 presso la Curia ecclesiastica di Frosinone fu celebrata l’Inchiesta Diocesana, la cui validità giuridica è stata riconosciuta da questa Congregazione con decreto del 20 febbraio 1998. Preparata la Positio, il 22 aprile 2008 ha avuto luogo la Consulta Storica. Quindi si è discusso, secondo la consueta procedura, se la Serva di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Con esito positivo, il 9 giugno 2015 si è tenuto il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 4 ottobre 2016, presieduta da me, Card. Angelo Amato, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.

Fatta, infine, di tutte queste cose un’accurata relazione al Sommo Pontefice Francesco da parte del sottoscritto Cardinale Prefetto, Sua Santità, accogliendo i voti e i giudizi della Congregazione delle Cause dei Santi, oggi ha dichiarato: “Le virtù teologali della Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo e quelle cardinali della Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza e le virtù annesse della Serva di Dio Maria Teresa Spinelli, Fondatrice delle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria, la cui causa ed effetto sono oggetto della presente discussione, risultano vissute in modo eroico.

Il Sommo Pontefice ha comandato che questo decreto sia pubblicato e registrato tra gli atti della Congregazione delle Cause dei Santi.

 

Roma, 11 ottobre 2016

                                                                                                                                                             ANGELO Card. AMATO, S. D. B.

                                                                                                                                                                                   Prefetto                                       

 

 

                                                                                                                                                                + MARCELLO BARTOLUCCI

                                                                                                                                                                Arcivescovo del titolo di Bevagna 

 

                                                                                                                                                                                  Segretario


Al via i festeggiamenti!...

Sono iniziati i festeggiamenti per l'emanazione del decreto per l'eroicità delle virtù di Sr. Maria Teresa Spinelli. Sulla stampa appaiono man mano le notizie...

Anagnia del 14/01/2017

TG24news del 14/01/2015

Perteonline del 10/01/2015

La Venerabile Teresa Spinelli sulla stampa  ciociara

Articoli apparsi sui giornali locali riguardo al decreto di venerabilità di Sr. M. Teresa Spinelli:

Ciociaria Oggi del 24/10/2016

Anagnia del 12/10/2016

 

Ciociaria Oggi del 12/10/2016

Tu News del 14/10/2016


Pagina di Avvenire del 12/10/2016


Sr. Maria Teresa Spinelli Venerabile

Teresa Spinelli è stata dichiarata Venerabile!

Riportiamo il comunicato della Sala Stampa Vaticana:

 

Dalla Sala Stampa vaticana: Ieri, 10 ottobre 2016, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i decreti riguardanti: [...] le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Teresa Spinelli, Fondatrice della Congregazione delle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria; nata il 1° ottobre 1789 e morta il 22 gennaio 1850.

From the Holy See press office: Yesterday, 10 October, the Holy Father Francis received in a private audience Cardinal Angelo Amato, S.D.B., prefect of the Congregation for the Causes of Saints, during which he authorised the Congregation to promulgate the following decrees [on the heroic virtues of] Servant of God Maria Teresa Spinelli, Italian woman religious and founder of the Congregation of Augustinian Sisters, Servants of Jesus and Mary (1789-1850).

Desde la oficina de prensa de la Sante Sede: El Santo Padre recibió ayer tarde al cardenal Angelo Amato S.D.B., Prefecto de la Congregación para las Causas de los Santos y, en el curso de la audiencia, autorizó la publicación de los siguientes decretos [sobre las Virtudes heroicas de la] Sierva de Dios Maria Teresa Spinelli, religiosa italiana, fundadora de la congregación de las Hermanas Agustinas Siervas de Jesús y María (1789-1850).


Sr. Teresa Spinelli a Borgo a Buggiano (PT)

9 aprile 2016: Sr. Teresa è arrivata a Borgo a Buggiano (PT). Nel pomeriggio la sua figura è stata presentata ai bambini del catechismo, poi alla S. Messa parrocchiale e alla sera ha avuto luogo un incontro per parlare di S. Agostino e Sr. M. Teresa Spinelli catechisti. Grande il calore umano da parte dei parrocchiani nel venire a conoscere la Serva di Dio anche nelle S. Messe di domenica 10.


Sr. Maria Teresa Spinelli arriva a Siculiana (AG)


1° ottobre 2014: 225° anniversario della nascita della Serva di Dio

Qui è stata battezzata la Serva di Dio il 2 ottobre 1789
La Basilica di S. Marco a Piazza Venezia

Mercoledì 1° ottobre 2014 ricorrerà il 225° anniversario della nascita della Serva di Dio Sr. Maria Teresa Spinelli. I festeggiamenti verranno aperti da una Celebrazione Eucaristica che si terrà alle ore 10.00 nella Basilica di S. Marco a Piazza Venezia. La funzione sarà presieduta da S. Eminenza il Card. Angelo Amato.

Il manifesto dell'evento
Il manifesto dell'evento

Omelia del Card. Angelo Amato SDB

Omelia tenuta il 1° ottobre 2014 nella Basilica di S. Marco a Roma

in occasione del 225° anniversario della nascita della SdD Sr. Maria Teresa Spinelli

 

1. Ringrazio la Madre Generale Suor Tessie Bezzina per l’invito, che mi ha dato l’opportunità di studiare la Positio sulla vita, virtù e fama di santità della Serva di Dio Maria Teresa Spinelli, fondatrice delle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria. Per me l’incontro con Madre Teresa è stata una graditissima sorpresa. Ancora una volta una Consacrata, illuminata dalla grazia di Dio, ha scrutato con acume spirituale la situazione religiosa del suo tempo, dando una risposta concreta e coerente e diffondendo gioia e speranza di futuro a tante bambine da lei accolte, educate e formate alla vita buona del Vangelo.

La celebrazione ha luogo oggi, 1° ottobre 2014, giorno anniversario della nascita della Serva di Dio Maria Teresa Francesca Spinelli, nonché memoria liturgica di una santa che porta il suo stesso nome, Santa Teresa del Bambin Gesù.

 

2. Chi era e che cosa fece la Serva di Dio? È sempre edificante ripercorrere brevemente le tappe più significative della vita della vostra Fondatrice.

Teresa Spinelli nacque a Roma il 1° ottobre 1789, anno dello scoppio della Rivoluzione Francese. Era l’ultima di nove figli. Ricevette la prima istruzione presso la scuola delle Maestre Pie Venerini. Dopo il fallimento della concia paterna e l’incarceramento del padre a causa dei debiti, la bambina interrompere gli studi e frequentare una scuola di ricamo.

A sedici anni fu data in matrimonio a un giovane dalle idee rivoluzionarie, che non potendo sopportare l’atteggiamento umile e pio della sposa, la maltrattava in continuazione. Nonostante la carità e la paziente sopportazione della giovane, il matrimonio fu sciolto dal Vicariato di Roma e Teresa, rimasta sola e incinta, tornò in famiglia. Per mantenersi andò a servizio presso persone benestanti. Intanto era nata la piccola Maria Domenica, che poi si farà monaca benedettina e che patirà tutta la vita problemi di sanità mentale.

Nel 1821, Teresa, per divina ispirazione, si trasferì a Frosinone, dove fu invitata dal Comune ad aprire la prima scuola pubblica femminile della città. Sentendosi chiamata alla vita consacrata e alla missione educativa, nel 1827, insieme alle prime compagne, ricevette dalle mani del vescovo l’abito religioso e professò i voti. Fondò, così, le Serve di Gesù e Maria, in seguito aggregate all’Ordine Agostiniano. Morì in concetto di santità il 22 gennaio 1850.

 

Alla sua morte l’Istituto era costituito dalla sola casa di Frosinone. Con Sr. Serafina Frattali, già segretaria della Madre, la Congregazione ebbe una prima espansione, con l’apertura di nuove case nel Lazio e a Malta. Papa Pio IX, nel 1877, chiamò a Roma le Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria donando loro una casa per l’educazione dei figli dei lavoratori del tabacco. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Istituto ebbe un ulteriore incremento con l’apertura di nuove case e con il fiorire di molte vocazioni.

Con Sr. Chiara Scicluna, prima Superiora Generale maltese, si ebbe la cancellazione della distinzione tra coriste e converse, il rinnovamento liturgico e il cambio dell’abito. In seguito furono aperte alter opere in Brasile, nello Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo), in India, nelle Filippine, Australia, Inghilterra. Oggi la Congregazione – secondo l’Annuario Pontificio del 2014 – conta 360 consorelle presenti in 39 case sparse nel mondo.

 

3. La scelta delle letture della liturgia della Parola offrono alcune indicazioni concrete per comprendere la figura virtuosa di Madre Teresa Spinelli. Nella prima c’è la narrazione della visione del profeta Isaia che contempla il trono di Dio, dinanzi al quale i serafini innalzano il canto: “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria”. Subito dopo un angelo vola verso il profeta e con un carbone ardente gli tocca la bocca, purificandolo da ogni macchia. Infine, al Signore che gli chiedeva chi mandare in missione, Isaia risponde: “Eccomi, manda me” (Is. 6,8).

È la scena solenne della vocazione di Isaia, chiamato da Dio alla sua rischiosa missione profetica. Qual era, infatti, l’incarico propostogli da Dio? Era la predicazione, durante la quale il profeta si sarebbe scontrato con la cecità e la caparbietà del popolo, recalcitrante all’invito alla conversione e insofferente di ubbidire a Dio.

Ecco una prima indicazione per comprendere la figura e l’opera di Madre Teresa: la contemplazione del Signore e la lode liturgica unite all’ascolto della Parola di Dio e all’obbedienza. Anche la Serva di Dio, come il profeta, pronuncia il suo sì al Signore: “Eccomi, manda me”.

È la vocazione alla missione. E così un giorno lasciò Roma per dare inizio alla sua opera educatrice, seguendo la voce del Signore che le sussurrava: “Non a Ferentino, ma a Frosinone ti voglio”.

La lettura del Vangelo specifica ulteriormente questa missione educatrice, riproponendo la scena dei bambini, che venivano presentati a Gesù per la benedizione. Il Signore, accogliendoli, mostra ai discepoli che il regno dei cieli è dei piccoli e degli umili: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il Regno di Dio. In verità vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso” (Mc. 10, 14-15).

 

4. I sentimenti di bontà e di mitezza di Gesù nell’accogliere e benedire i bambini furono gli stessi di Madre Teresa Spinelli, la quale vedeva riflesso nei volti dei piccoli il volto stesso del Redentore. Per questo li accolse, li istruì e li educò con carità e passione apostolica.

Fiducia in Dio e carità verso il prossimo furono le virtù da lei più intensamente vissute: “La mia vera gioia è il fare la Sua santissima volontà; le sode virtù saranno le vere gioie, i veri fiori, e queste io voglio, e per questo pregate. Che mi gioverebbe di aver patito, e poi non avessi le virtù sode!”.

Alle sue figlie spirituali diceva: “Vi lascio per mio testamento la Carità. Questa casa è andata avanti colla Carità, cessando questa cesserà la Casa”.

Questa carità la esercitava nell’educazione delle fanciulle, verso le quali era non solo maestra per la loro istruzione, ma madre, amandole con tenerezza ed educandole con dolcezza nella virtù.

La carità fu da lei portata al più alto livello con i voti del più perfetto e di vittima, emessi il 6 luglio 1835. Il voto del più perfetto significava l’esercizio della virtù praticato con la maggiore perfezione possibile. Tale voto ben si armonizzava con quello di vittima, dal momento che tendere all’amore perfetto verso Dio e verso il prossimo implicava il farsi vittima a vantaggio dei fratelli.

Il voto del più perfetto era una meta altissima, che univa allo stesso tempo la gioia del Tabor e la passione del Calvario. Questo voto consisteva nel tendere al sommo dell’abbandono, dell’umiltà, dell’annientamento; al sommo della modestia e del silenzio; al sommo della misericordia e dell’elemosina, della pazienza e della benignità, della fortezza e della giustizia; al sommo della devozione, dell’orazione della presenza di Dio, della mortificazione, dello zelo delle anime.

 

5. Ma c’è una virtù che a lei fu particolarmente cara e che coltivò con impegno in tutta la sua vita. È l’umiltà, da lei ritenuta indispensabile per salire in alto sulla scala della perfezione.

Sono molti gli episodi edificanti al riguardo. Ad esempio, quando, un giorno Padre Pietro Castelnuovo la mise alla prova vietandole di accostarsi alla Comunione, ella reagì con serenità, incolpando solo se stessa per la sua infedeltà e poca corrispondenza.

Rifuggiva dalle lodi e arrossiva quando le riceveva. Si rimboccava le maniche per i servizi anche più umili e ringraziava e pregava per quelli che la affliggevano e perseguitavano.

Quando si trattò di accogliere in comunità Donna Maria Giuseppa Ravieli, monaca benedettina e sua figlia, Madre Teresa chiese il permesso anche alle postulanti, con un edificante atteggiamento di sottomissione. Dal canto suo, la figlia, per il suo carattere bizzarro, fu causa di grandi sofferenze per la madre, che tutto sopportò con una pazienza esemplare per otto anni, fino alla morte della povera creatura.

Maria Teresa, in vita, non volle mai farsi ritrarre. Il suo ritratto fu eseguito solo dopo la morte. Si riteneva un nulla. Al confessore diceva di essere una pietra informe, che aveva bisogno di martello e scalpello per diventare il volto del Signore. Per questo lo supplicava di modellarla a dovere, con colpi pesanti e ben assestati: “Lasciate – diceva al confessore – che io pianga, che mi contorca, ma voi proseguite senza badare a me”.

L’umiltà era accompagnata da un alto spirito di mortificazione e di penitenza. Non si lamentava né degli acciacchi di salute, né delle contraddizioni, né della sofferenza per la malattia mentale della figlia, né dell’incomprensione di alcuni sacerdoti. Visse bruciando perennemente se stessa nelle fiamme dell’immolazione.

 

6. La lezione di Madre Teresa è quella di una discepola fedele di Gesù. Sono tre le esortazioni che ella lascia alle sue Figlie spirituali in questo giorno di festa.

Anzitutto le sollecita ad essere sempre più fedeli alla loro vocazione di consacrate, vivendo con gioia i voti di povertà, castità e obbedienza.

In secondo luogo, le invita ad essere coraggiose e audaci nella missione, sempre pronte all’obbedienza per il bene delle anime.

Infine, le sprona a vivere con serenità e gioia la vita fraterna, donando alle consorelle il dono dell’accoglienza, della comprensione, del perdono.

Per voi, le virtù della Madre Fondatrice devono costituire un programma di vita per raggiungere la perfezione della carità. Non lasciate cadere le sue parole sulle pietre o sui rovi dove non possono fruttificare, ma accoglietele con cuore generoso e pronto a prendere il largo per diventare realmente sale della terra e luce del mondo.

Il Signore vi benedica e Maria, la Madre del “Fiat”, vi sostenga sempre con la sua materna protezione.

 

Vi accompagno con la preghiera e vi benedico.